The voices of oral history at the Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi (ICBSA)

Authors

  • Sabina Magrini Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi, Roma
  • Piero Cavallari Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi, Roma

DOI:

https://doi.org/10.17469/O2106AISV000011

Abstract

Facendo riferimento agli esiti del censimento condotto da Vincenzo Galatà e da lei stessa nel 2018 e consultabile online, Calamai rileva che “Meno della metà delle risorse orali è accessibile. I problemi etici e legali sono affrontati dal 46% degli studiosi. Oltre il 50% delle persone che lavora con gli archivi sonori non ha una posizione a tempo indeterminato presso istituzioni di ricerca / università. In altri e più spicci termini si può concludere che nella maggior parte dei casi, le risorse orali si trovano dentro le case di chi le produce o presso archivi di enti di piccola dimensione, poco finanziati e poco attrezzati per rispondere alle necessità di conservazione e di accesso di questo tipo di fonti”. Questa tavola rotonda ha avuto dunque il compito di ripensare e progettare quello che potrebbe essere il panorama futuro della conservazione di tale specifica tipologia di materiale: alcuni quesiti circa il ‘dove’ e ‘come’ conservare e gestire in maniera sistematica le risorse della storia orale reclamano una risposta da più di un trentennio a questa parte.

Published

31-12-2019